La visita notturna della Rocca di Montebello è unica nel suo genere in Italia.

 

 

 

Nasce verso la fine degli anni 80 un po’ come sfida nei confronti di coloro che, scettici e non critici verso le “Fenomenologie Anomale”, la definivano come puro e semplice evento turistico o ancor peggio operazione commerciale.

Non fu così.

 

Dopo soli due anni dal suo esordio la visita di notte al castello si confermò un evento che andava ben oltre la pura e semplice suggestione narrativa.

I “Media”, numerosi, che tra il 1990 ed il 1995 accorrevano verso la verifica di tale evento, lo descrivevano come “misterico”,  “pregnante” e pieno di “arcane presenze”.

Ma questa terminologia non si addiceva al linguaggio fluido e preciso della ricerca.

L’ambizione della visita notturna era infatti all’epoca ben diversa dall’utilizzare il “Mondo Occulto” come messaggio propagandistico.

Tale ambizione voleva, al contrario: “sperimentare il risultato di un contatto, in ambiente chiuso, tra gruppi eterogenei di persone e percezioni anomale”.

E questa ambizione venne ampiamente soddisfatta. Verso il 1996 infatti, con una mole notevole di materiale di studio selezionato nell’arco di cinque anni, Centri Specializzati sul “Paranormale” iniziarono la loro attività “parallela” di ricerca al castello.

Il risultato fu esplosivo.

 

Sia in ambito psicologico che parapsicologico si raggiunse una cascata di informazioni tali da far impallidire i più seriosi esperimenti in “ambiente controllato”. Ad esempio si raggiunse la deduzione che le percezioni acustico-vocali attribuite ad una delle presenze più note della Rocca: “Azzurrina”, siano nettamente dissociate da qualunque evento illusorio, allucinatorio, suggestivo o ipnotico nel contesto di un gruppo notturno occasionale in visita al castello; al contrario, in altro contesto, alcuni visitatori accasionali (rarissimi per la verità), producevano una serie di informazioni attendibili su dati archivistici riguardanti la storia dei “Guidi di Bagno” assolutamente al di fuori da ogni circuito storico conosciuto. In pratica riassumevano date, eventi e fatti, racchiusi dentro antiche pergamene di un archivio privato.

La visita notturna, pur mantenendo caratteristiche suggestive comuni alla maggior parte dei visitatori, metteva altresì in grado i singoli di avvicinarsi e a volte compenetrare dinamiche, fenomeni ed eventi anomali così come si presentavano, o più precisamente con immediato stupore.

 

Durante l’estate del 2000 la visita vanta un nuovo evento: le percezioni acustico-vocali di “Azzurrina” vengono definite anche come percezioni austico-verbali, data una risonanza linguistica riconoscibile nella parola “mamma”. Gli studiosi sono entusiasti ed i singoli professionisti come medici e psicologi che durante la notte seguono il tour inizialmente con distratto scetticismo, al termine della visita si accalorano nel ridefinire ed arricchire ciò che hanno percepito con nuove proposte, nuove interpretazioni.

 

Ad oggi, 2002, la ricerca ha appena posto in atto le sue basi, e la visita notturna al Castello di Montebello sarà ricordata dai nostri ospiti come: una delle cose più strane che possa capitare nella vita.

Orari e prezzi

 

© Castello di Montebello - 2005